Il Trapianto di Isole Pancreatiche


isole di langerhans

Foto al microscopio di isole di Langehrans prima dell’ infusione.


Le isole pancreatiche, anche definite isole di Langerhans, costituiscono una minima parte della struttura del pancreas e sono costituite da aggregati di cellule che presiedono al metabolismo del glucosio in quanto contengono le beta cellule che producono insulina.
Mediante avanzate tecniche di laboratorio è possibile separare dal pancreas prelevato in toto (intero) dal donatore questi aggregati cellulari , riducendo così al minimo (da 5 a 10 mL) il tessuto da trapiantare. In questo caso si evita quindi un intervento di chirurgia maggiore, in quanto la procedura di trapianto è rappresentata dalla semplice infusione delle isole nel fegato.

Al fine di raggiungere la funzione ottimale prevedibile, che si traduce nel netto miglioramento del compenso metabolico, con scomparsa delle fluttuazioni di iper e ipoglicemia, normalizzazione della emoglobina glicata e riduzione del fabbisogno di insulina fino alla totale sospensione (50-60% dei casi), è solitamente necessario sottoporsi a due o più infusioni, a distanza di alcuni mesi una dall’ altra, in quanto una singola infusione non garantisce una massa beta cellulare sufficiente a raggiungere gli obiettivi desiderati. Infatti la processazione del pancreas in laboratorio non permette di recuperare il patrimonio di isole nella sua totalità.

Indicazioni al Trapianto di Isole

Le indicazioni al trapianto di isole pancreatiche sono le stesse riportate per il trapianto di pancreas, con le seguenti particolarità:

• Trapianto di isole associato al trapianto di rene (simultaneo o dopo rene): pazienti diabetici di tipo 1 con insufficienza renale cronica in dialisi o in fase pre-dialitica o portatori di un trapianto di solo rene , i quali, per complicanze cardiovascolari, sono stati controindicati al trapianto simultaneo di rene-pancreas

• Trapianto di isole isolate: pazienti diabetici di tipo 1 che rispettino le caratteristiche enunciate dalla società italiana di diabetologia e dall’ American Diabetes Association, come per il trapianto di pancreas in toto:
• storia di frequenti ed acute complicanze del diabete, quali ipoglicemia, iperglicemia, chetoacidosi, che richiedano intervento medico
• ridotta sensibilità alle ipoglicemie, che comporta difficoltà nella conduzione delle normali attività della vita quotidiana e un elevato rischio di coma ipoglicemico
• problemi clinici ed emozionali nei confronti della terapia insulinica, cosi gravi da essere disabilitanti
• evidente fallimento della terapia insulinica nel prevenire le complicanze acute del diabete, in particolare l’ipoglicemia

La scelta tra isole e pancreas dovrà essere condivisa con il paziente e il diabetologo curante sulla base della storia clinica della malattia e dell’ urgenza a dover risolvere le complicanze acute correlate.

Procedura di trapianto

Catetere vascolare correttamente posizionato per eseguire l’ infusione delle isole in anestesia locale

trapianto di isole pancreatiche

La manovra viene eseguita dal radiologo specialista interventista, in sala angiografica, in anestesia locale associata a una blanda sedazione, secondo il seguente schema:

1) inserzione sotto guida ecografica di un catetere vascolare del diametro di pochi millimetri nella vena porta del fegato attraverso la puntura diretta dell’ addome, in prossimità dell’ arcata costale destra
2) controllo del corretto posizionamento del catetere vascolare con iniezione di mezzo di contrasto ed esecuzione di portografia, che permette di verificare la sede del catetere e l’ assenza di anomalie vascolari a carico del circolo portale
3) collegamento del catetere vascolare con la siringa che contiene le isole diluite in fisiologica
4) infusione delle isole
5) rimozione del catetere vascolare e iniezione di materiale biocompatibile per occludere il tramite formato dal passaggio del catetere al fine di prevenire eventuali sanguinamenti

Alla fine della procedura di trapianto, il paziente deve rimanere a digiuno e a letto per 8 ore; dopo questo breve intervallo di tempo può riprendere le normali attività quali camminare e alimentarsi.

I possibili eventi avversi correlati all’ infusione delle isole possono essere:
• Dolore a livello della parte centrale e laterale destra dell’ addome, ben controllabile con i comuni farmaci antidolorifici
• Nausea, ben controllabile con i farmaci anti nausea
• Sanguinamento con formazione di piccolo ematoma in prossimità del fegato (18% dei casi), che può comportare l’ eventualità di trasfusione di sangue nel 10% dei casi. Molto raramente (<2%) è necessario un intervento chirurgico per evacuare l’ematoma
• Trombosi di rami periferici della vena porta, che si risolve con un periodo transitorio di terapia medica anticoagulante

L’ esperienza maturata negli ultimi 20 anni in questo campo ha dimostrato che il fegato non sviluppa problemi di funzione dopo il trapianto di isole, né a breve né a lungo termine, anche nei casi di plurime infusioni.



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