Le parti seguenti trattano argomenti comuni al Trapianto di Rene, al Trapianto di Pancreas e di Isole di Langerhans.

Cambiamenti dello Stile di Vita

ALCOOL
Gli organi trapiantati sono più sensibili al danno che può derivare dalle sostanze chimiche, compreso l’alcol. Per questo motivo si raccomanda ai pazienti trapiantati di evitare l’abuso di bevande alcoliche.
I pazienti che prima del trapianto avessero manifestato tendenza all’alcolismo o qualsiasi altra forma di dipendenza da sostanze chimiche, in particolare la tossicodipendenza, potranno rivolgersi al medico del Centro per ottenere l’indirizzo di centri di aiuto specifici.
Tutte le forme di dipendenza possono infatti essere trattate. Tuttavia, uno stato di dipendenza attiva controindica il trapianto.

ESPOSIZIONE A SOSTANZE CHIMICHE TOSSICHE
Molte sostanze chimiche utilizzate comunemente nelle case, tra cui coloranti, solventi, pesticidi, benzina, insetticidi, ecc., possono essere tossiche. Ciò significa che anche i fumi di queste sostanze possono essere nocivi per il paziente trapiantato.
I pazienti trapiantati devono quindi evitare ogni contatto con la pelle e l’inalazione di qualsiasi agente potenzialmente dannoso attraverso l’uso di maschere, occhiali da protezione e mediante un’adeguata ventilazione degli ambienti.

L’ACQUA DA BERE
I pazienti trapiantati possono bere l’acqua d’acquedotto se potabile (sottoposta a processo di clorazione). Se esiste il sospetto che l’acqua non provenga da fonte sicura, sarà opportuno utilizzare acqua confezionata in bottiglia.
I pazienti trapiantati devono bere almeno due litri di acqua ogni giorno (a meno di indicazioni diverse da parte del medico), in particolare durante uno stato febbrile e/o esposizioni protratte a climi caldi (periodo estivo).

RIDUZIONE DEL RISCHIO DI INFEZIONE
I farmaci immunosoppressori, che sono necessari per prevenire il rigetto, riducono anche la capacità di combattere le infezioni. L’immunosoppressione del paziente non deve limitare il contatto con gli altri.
Attraverso l’adozione di alcuni accorgimenti e una parziale modifica dello stile di vita, si può ridurre il rischio di contrarre infezioni.
I pazienti trapiantati devono considerare il rischio e ricordare che è più facile contrarre un’infezione che combatterla.

Per ridurre la probabilità di contrarre infezioni il paziente trapiantato deve:
• mantenere un buono stato generale di salute attraverso: dieta appropriata, riposo, esercizio e riduzione dello stress; evitare le persone con malattie infettive, soprattutto se virali o da micobatteri (es. varicella, parotite, morbillo, mononucleosi, raffreddore o influenza, tubercolosi);
• prendere i farmaci prescritti come profilassi delle infezioni;
• prendere gli antibiotici raccomandati qualora ci si sottoponga a cure dentistiche o altre procedure invasive;
• eseguire un’adeguata pulizia delle mani, soprattutto prima di mangiare, dopo aver toccato oggetti portatori di microrganismi (soldi, maniglie delle porte, mezzi pubblici, ecc.) e dopo aver usato il bagno;
• pulire le mani strofinandole con il sapone per almeno dieci secondi, frizionando accuratamente anche tra le dita;
• all’interno delle toilette pubbliche, per chiudere il rubinetto dell’acqua, utilizzare le salviette in carta dopo essersi asciugate le mani, facendo attenzione a non toccare la superficie del rubinetto con le mani pulite. Se non ci fossero salviette, utilizzare se possibile il gomitoevitare contatti con letami, con dispersione di polveri (per es rischio di aspergillosi), fienili, piante, verdura e frutta avariata;
• indossare guanti quando si svolgono attività come il giardinaggio, durante le quali microrganismi possono penetrare attraverso piccoli tagli sulla pelle delle mani;
• indossare scarpe quando si cammina all’esterno per evitare che microrganismi possano penetrare attraverso tagli sui piedi;
• evitare di toccarsi occhi, bocca e naso con le mani sporche;
• non si devono utilizzare vaccini preparati microrganismi viventi attenuati. Prima di sottoporsi a vaccinazione chiedere al medico del Centro;
• sottoporsi a trattamento con immunoglobuline antitetano se necessario (in caso per esempio di ferita sporca o di morso di animale);
• sottoporsi ogni anno alla vaccinazione antinfluenzale;
• praticare sesso sicuro.

ANIMALI DOMESTICI
I pazienti trapiantati devono evitare contatti con urine, feci e vomito di animali.
Gli escrementi degli uccelli, in particolare dei piccioni, possono causare infezioni da funghi, pericolose per i pazienti immunodepressi.
Non è comunque necessario che i pazienti trapiantati rinuncino ai loro animali, soltanto si raccomanda che seguano alcuni accorgimenti:
• lavarsi bene le mani dopo aver toccato gli animali;
• lasciare che qualcun altro si occupi degli animali ammalati;
• incaricare un’altra persona della pulizia degli animali, così pure della gabbia degli uccelli o della vaschetta dei gatti;
• non lasciare che gli animali gironzolino fuori casa frequentemente (i gatti in particolare possono contrarre infezioni nella caccia ai topi).

GRAVIDANZE
E’ opportuno evitare gravidanze per i primi due anni dopo il trapianto: questo è infatti il periodo in cui si riscontrano il più alto numero di complicanze e in cui il carico farmacologico è più elevato.
Le pazienti trapiantate dovranno sottoporsi a controlli ginecologici qualora decidano di affrontare una gravidanza.
Numerose pazienti trapiantate di organi solidi hanno avuto bambini sani; comunque, in generale, risulta maggiore il rischio di parti prematuri, parti cesarei e nascite di bambini sotto peso. Non è ancora noto se esistano rischi con manifestazioni tardive per i bambini nati da madri sottoposte a terapia immunosoppressiva. È consigliabile che le donne trapiantate non allattino al seno i propri figli, per evitare il passaggio di farmaci attraverso il latte.
È prudente che una donna, che desidera affrontare una gravidanza, ne discuta preventivamente con il suo medico allo scopo di modificare in modo idoneo la terapia in atto.
Gli effetti teratogeni (rischio di malformazioni) dei farmaci immunosoppressori si possono verificare anche se assunti dall’uomo: per tale ragione, nel caso in cui un paziente trapiantato di sesso maschile decidesse di avere figli, è necessario che il centro trapianti valuti ed eventualmente modifichi la terapia immunosoppressiva.

VIAGGI
L’ampia possibilità di viaggiare rappresenta uno dei traguardi fondamentali che si raggiungono con il trapianto.
Nel primo periodo si prediligeranno i paesi sviluppati, evitando quelle regioni del mondo che non danno garanzie igieniche sufficienti alla tutela della salute del paziente trapiantato. Qualora non si sia ben sicuri, si eviterà il consumo di pesce, carne, uova e verdure crudi. Si utilizzerà acqua confezionata in bottiglia, anche per l’igiene orale (lavarsi i denti).
Si eviteranno i bagni pubblici.
Si eseguiranno le vaccinazioni preventive obbligatorie e quelle consigliate.
Ci si procurerà, prima della partenza, i farmaci necessari per tutto il periodo e anche oltre. Il paziente trapiantato che si prepara a partire per un viaggio deve portare con sé un adeguato quantitativo di medicinali, ripartiti tra bagaglio a mano ed in stiva. I farmaci poi andranno posti in due diversi luoghi, in modo da non perdere l’intera scorta in caso di smarrimento del bagaglio.
Se il viaggio prevede una diversità di fuso orario di poche ore, aggiornare subito l’orario dei farmaci, se la distanza è superiore rivolgersi al centro trapianti per istruzioni.
Se necessario, il Centro Trapianti rilascerà un certificato attestante la condizione di trapiantato e la terapia in corso.

ALIMENTI SICURI
Nella dieta del paziente trapiantato non devono mancare i carboidrati complessi, quali pane e pasta.
Via libera a frutta e verdure che apportano vitamine e fibra, regolando l’intestino. Attenzione invece agli zuccheri semplici che aumentano la glicemia e il peso; cautela anche nel consumo di cibi grassi e fritti. Per condire gli alimenti prediligere olio extravergine d’oliva, ed evitare il burro o lo strutto.
Cibo e acqua contaminati possono essere veicolo di infezione, causando disturbi intestinali.
Quando si viaggia in paesi non industrializzati, è bene bere bevande conservate in bottiglie.
Evitare frutta e verdura cruda, non accuratamente lavata, carne cruda e crostacei.
Tutti i prodotti caseari devono essere pastorizzati. La frutta che si sbuccia prima di essere mangiata è in genere sicura, come pure il cibo cotto ancora caldo.
Sconsigliate le bevande gassate e zuccherate.
Le aree ad alto rischio per la trasmissione di malattia attraverso cibo e acqua comprendono i paesi africani e asiatici in via di sviluppo, il Medio Oriente e l’America Latina. In questi paesi il rischio di contrarre infezioni tramite alimenti è minore nelle case private che non presso i venditori ambulanti. Se un paziente trapiantato durante il viaggio presentasse diarrea, dovrà contattare un medico locale e iniziare una dieta comprendente succhi di frutta in bottiglia, bibite leggere prive di caffeina.
Antibiotici specifici possono essere prescritti come profilassi o terapia della diarrea da viaggio.

L’INVALIDITÁ
Il diabete mellito e l’insufficienza renale cronica in trattamento dialitico sono riconosciute come malattie cronice invalidanti che dà titolo ad una esenzione parziale dalla partecipazione alla spesa sanitaria.
L’invalidità è soggetta a revisione: ogni 5 anni ci si deve sottoporre a visita di controllo.
Se tra una visita e l’altra il paziente viene sottoposto a trapianto, alla successiva visita gli sarà revocata l’invalidità. Per il buon recupero e il ritorno al lavoro dei pazienti trapiantati è fondamentale svolgere un adeguato periodo di convalescenza e recuperare progressivamente le forze attraverso un ragionevole programma di esercizio fisico.
I trapiantati devono inoltre prendere le opportune precauzioni per far fronte all’aumentato rischio connesso allo svolgimento di attività che un tempo apparivano prive di pericoli, come ad esempio sedersi al sole, nuotare, guidare, fumare o fare sesso. I pazienti dovranno attendere di aver recuperato forza ed elasticità prima di impegnarsi in attività molto rischiose.

SONNO
Molti pazienti trapiantati possono avere difficoltà a dormire in ospedale, specialmente nei primi giorni dopo l’intervento, quando le manovre assistenziali sono più frequenti. Possono poi manifestare l’impulso a dormire di giorno, vegliando durante la notte.
È bene evitare quindi il dormire per lunghi periodi durante le giornate di degenza e fare solo qualche piccolo sonnellino, in modo da riuscire a dormire meglio la notte.
Il fabbisogno di sonno varia secondo l’individuo.
La maggior parte delle persone necessita di dormire almeno otto ore ininterrotte durate l’arco delle ventiquattrore. I pazienti che soffrono di disturbi del sonno, indipendentemente dal trapianto, devono riferire il problema al medico.

Ripresa delle Attività dopo il Trapianto

RIPRESA DEL LAVORO
La maggior parte dei pazienti sottoposti a trapianto riprende a lavorare.
Il tempo di attesa è abbastanza variabile; è consigliabile una convalescenza adeguata al tipo di lavoro.

RECUPERO DELLA FORZA FISICA
I pazienti trapiantati possono andare incontro a debolezza dopo l’intervento, a causa della prolungata permanenza a letto e alla perdita muscolare. L’esperienza ha dimostrato che l’esercizio e un’adeguata alimentazione risultano più efficaci che non il riposo, per il ritorno alle condizioni normali di tutti i pazienti.
L’esercizio fisico dopo l’intervento aiuta i pazienti trapiantati a recuperare energia attraverso un progressivo incremento delle attività.
Il trapianto di pancreas costituisce la cura del diabete di tipo 1. Se i pazienti soffrono di un affaticamento derivante da altre cause mediche antecedenti al trapianto, non avranno, a causa di quest’ultimo, un giovamento alla sensazione di stanchezza.

ESERCIZIO
Si raccomanda che dopo il trapianto i pazienti inizino o riprendano un programma di esercizio fisico aerobico. Un programma regolare di esercizi offre molti benefici, compresi il mantenimento del peso corporeo, il miglioramento delle funzioni cardiocircolatorie e la riduzione dello stress. Per i primi sei mesi successivi al trapianto è bene evitare attività che comportino un notevole sforzo fisico, come pure programmi di esercizi particolarmente intensivi. L’opportunità di dare inizio a uno di questi programmi andrà discussa individualmente con il medico del centro.
Le attività sportive consigliate sono: passeggiata, corsa, ciclismo, nuoto e sci.
Non sono inoltre sconsigliate: pallavolo, tennis, attività subacquea e alpinismo su media quota senza eccessivo sforzo fisico. In caso di ipertensione arteriosa meglio evitare sport che aumentano notevolmente i livelli pressori come sollevamento pesi o alpinismo d’alta quota.
Sconsigliati gli sport di contatto come: calcio, pugilato, arti marziali e tuffi che potrebbero causare danni agli organi trapiantati.
L’attività sportiva comporta una perdita di acqua e sali attraverso la sudorazione e la respirazione. E’ necessario pertanto reintegrare le perdite idriche fin dall’inizio dell’attività.

ESPOSIZIONE AL SOLE
L’esposizione al sole aumenta il rischio di sviluppare un cancro della pelle.
I pazienti trapiantati, per effetto della terapia immunosoppressiva, risultano più sensibili agli effetti dannosi dell’esposizione solare rispetto al resto della popolazione.
Per questo motivo dovranno utilizzare creme solari con protezione totale (FP 50+), indossare cappelli e limitare il tempo di permanenza al sole soprattutto fra le ore dieci e le ore quattordici.
Si raccomanda un controllo dermatologico almeno una volta all’anno.

NUOTO
Il paziente trapiantato potrà riprendere a nuotare quando le ferite saranno cicatrizzate completamente, evitando di immergersi nelle aree contrassegnate dagli avvisi di divieto di balneazione. Le piscine risultano più sicure se contenenti acqua clorata.
Evitare completamente i bagni caldi pubblici.

GUIDARE
I pazienti trapiantati non devono guidare per almeno sei settimane dopo il trapianto.
I riflessi, la capacità di giudizio e la vista possono essere limitati per effetto dei farmaci assunti nel post-trapianto.
Non si deve guidare se ci si sente troppo deboli.
Si raccomanda che i pazienti trapiantati abbiano vicino una persona patentata la prima volta che si mettono in viaggio in auto.
Si raccomanda l’uso delle cinture, queste non danneggiano l’organo trapiantato.

FUMO
I pazienti che fumavano prima del trapianto, devono smettere dopo l’intervento. Infatti il fumo, oltre a causare seri danni all’apparato cardiocircolatorio, rende anche molto difficile combattere le affezioni delle vie respiratorie. Inoltre rappresenta un fattore di rischio per lo sviluppo di tumori che in presenza di terapia immunosoppressiva potrebbero avere un decorso più aggressivo

ATTIVITÁ SESSUALE
In molti casi i pazienti che si sottopongono all’intervento hanno in passato manifestato problemi nell’ambito dell’attività sessuale, per effetto delle patologie pre-esistenti al trapianto. In questi casi, dopo il trapianto, si può avere un miglioramento nelle performance non appena siano migliorate le condizioni generali del paziente. Tuttavia, le medicine possono disturbare le funzioni sessuali: in questo caso i problemi andranno discussi con il medico del Centro.
I pazienti immunodepressi devono proteggersi da microrganismi trasmessi sessualmente. Il profilattico, usato in modo appropriato, può diminuire fortemente la trasmissione di questi microrganismi. L’uso del profilattico è particolarmente raccomandato ai pazienti trapiantati che abbiano rapporti intimi con un nuovo partner.

Rischio Oncologico (tumorale)

Un importante aspetto che dobbiamo ricordare è quello relativo ai tumori.
È noto che il rischio di sviluppare alcune forme tumorali è più frequente nei pazienti sottoposti a terapia immunosoppressiva (per es. linfomi, tumori cutanei e neoplasie a livello degli organi genitali nelle donne).
Alcune di queste forme cancerose possono diventare estremamente pericolose e, se il trattamento non andasse a buon fine, risultare letali. Annualmente il paziente eseguirà esami che hanno lo scopo di monitorare nel tempo l’eventuale insorgenza di tumori al fine di permettere una diagnosi ed una terapia precoci. Deve essere specificato che alcune di queste forme tumorali possono regredire sospendendo, almeno temporaneamente e su indicazione del Centro Trapianti, la terapia immunosoppressiva, con il rischio di perdita della funzione degli organi trapiantati.

Il rischio di nuovi tumori dopo trapianto è stato calcolato aumentare da 2 a 4 volte il rischio già presente nella popolazione generale. Nel caso del trapianto di rene conviene ricordare che anche la dialisi espone ad un rischio aumentato di tumori, di circe 1,6 volte quello della popolazione generale.

Infezioni

Il rischio di infezione è più alto subito dopo l’intervento. La febbre è un segno molto importante, da non sottovalutare, nelle persone che fanno uso di immunosoppressori. Essa può essere segno di infezione o di rigetto. La scomparsa della febbre inoltre non è sempre significativa della risoluzione del problema che ne ha determinato l’insorgenza (solitamente un’infezione).
I trapiantati devono prontamente riferire al medico del Centro Trapianti la comparsa di febbre o altri segni di infezione.

È anche importante prestare particolare attenzione alla detersione di ogni ferita superficiale con adeguati disinfettanti per ridurre le possibilità di infezione.

I principali segni di infezione cui prestare attenzione sono:
• Brividi;
• Sudorazione;
• Confusione;
• Tosse;
• Diarrea;
• Fuoriuscita di liquido, rossore, calore, dolore, gonfiore, cattivo odore dalla ferita chirurgica o dalla sede dove sono stati posizionati i drenaggi e/o i cateteri;
• Affaticamento;
• Cefalea;
• Dolore alle articolazioni;
• Dolore muscolare;
• Nausea;
• Comparsa di dolore di causa ignota;
• Eritema;
• Respiro corto;
• Mal di gola;
• Ingrossamento di ghiandole;
• Bruciore urinario;
• Modifiche nella frequenza della minzione (l’atto di urinare);
• Perdite vaginali;
• Alterazioni della vista;
• Vomito;
• Placche bianche in bocca.

E’ importante che il paziente riferisca eventuali:
• Esposizioni a malattie veneree;
• Tagli o ferite sporche;
• Morsi di animali;
• Esposizioni a malattie infettive.

Cambiamenti psicologici

I pazienti trapiantati ed i loro familiari possono necessitare di un supporto piscologico volto ad affrontare i cambiamenti che il trapianto può indurre (depressione, ricerca d’aiuto etc).
E’ necessario riferire al medico questi sintomi in quanto possono divenire molto intensi, causare estremo disagio e ansietà, ed interferire con il trattamento.

DEPRESSIONE
Alcuni pazienti o i loro familiari fanno esperienza di depressione dopo l’evento stressante del trapianto.
I principali sintomi della depressione sono:
• umore nervoso o depresso per più di due settimane
• perdita di piacere o interesse in quelle attività normalmente ritenute divertenti
• aumento o perdita di peso significativi
• problemi nel prendere sonno o nel mantenerlo, oppure continuo dormire
• senso di colpa o di mancanza di valore
• sensazione di essere senza speranza e che le cose non potranno mai andare bene
• difficoltà a pensare, concentrarsi o prendere decisioni
• frequenti pensieri di morte o idee di suicidio
• irritabilità.

L’essere lontani da casa e dalle persone care per lunghi periodi, le preoccupazioni finanziarie, la frustrazione derivante dal tentativo di adeguarsi al sistema ospedaliero, i problemi fisici e il disagio psicologico sono tra le cause che inducono pazienti e familiari a divenire depressi o ansiosi.

RICERCA DI AIUTO
Ci sono molte vie per ottenere sollievo dalle preoccupazioni. Spesso parlare con qualcuno che ha già vissuto questa esperienza può essere utile a pazienti e familiari per sentirsi meno soli. Per questo motivo stanno sorgendo diverse associazioni di pazienti trapiantati. Chi fosse interessato può chiedere informazioni presso il Centro Trapianti.
I cambiamenti nello stile di vita e la consapevolezza dei potenziali problemi o rischi sono elementi necessari per la ripresa e la globale riuscita del trapianto.
La presenza di animali domestici, la gravidanza, i viaggi, rappresentano esperienze possibili nella vita del paziente trapiantato. I pazienti trapiantati dovrebbero inoltre tenere un elenco dettagliato della terapia che assumono nel portafoglio, in modo che risulti facile da reperire in caso di emergenza.

Suggerimenti per prolungare la Vita dopo il Trapianto

colloqui post-trapianto• contattare il medico prima di prendere qualsiasi farmaco al di fuori di quelli prescritti dal Centro Trapianti;
• prendere le medicine esattamente come prescritte. Non modificare i dosaggi o la posologia a propria discrezione;
• tenere sempre un’adeguata scorta di farmaci;
• chiamare il medico del Centro in caso di problemi con l’assunzione dei farmaci;
• compilare una lista dei farmaci da prendere con i relativi orari e tenerla a portata di mano;
• assumere la terapia profilattica per il tempo prescritto;
• conoscere i segni di infezione. Chiamare il medico del centro se la temperatura supera i 38°C per oltre 24 ore;
• accertarsi che il medico curante rimanga in contatto con il Centro Trapianti;
• avvisare il medico del centro se vi sono sensibili modificazioni nello stato di salute;
• sottoporsi agli esami di controllo programmati e comunicarli al centro;
• evitare alcol;
• praticare sesso sicuro;
• limitare l’esposizione solare e utilizzare creme ad alto fattore di protezione;
• seguire una dieta appropriata;
• vaccinazione antinfluenzale.

MEDICI E TEST DI LABORATORIO A CASA
Durante il primo anno dopo la dimissione, i pazienti dovranno sottoporsi a frequenti test di laboratorio. La maggior parte di questi esami verranno per comodità eseguiti presso un centro diagnostico vicino a casa.
I pazienti trapiantati dovranno individuare alcune figure professionali di riferimento a cui rivolgersi in caso di necessità: diabetologo, dentista, oculista e ginecologo.
Il diabetologo riceverà precise informazioni sulla situazione del paziente al momento del ritorno a casa attraverso la lettera di dimissione.
Nella lettera sono indicate, oltre alle informazioni cliniche, l’elenco dei farmaci da prendere e il calendario degli esami in programma. Il paziente dovrà prendere contatto con il diabetologo del centro diabetologico di provenienza appena tornato a casa.

GESTIONE DELLA TERAPIA
Il medico del centro trapianti imposta e aggiorna la terapia immunosoppressiva sulla base dei risultati degli esami di laboratorio e delle condizioni cliniche del paziente trapiantato. Il paziente stesso e il medico che lo segue a casa (nefrologo, diabetologo, medico di famiglia) comunicheranno al medico del Centro Trapianti i risultati degli esami di laboratorio e ogni eventuale problema legato all’assunzione dei farmaci. Sarà poi il medico del Centro Trapianti a decidere ogni modifica nel dosaggio degli immunosoppressori, in accordo con il curante.

VISITA DI CONTROLLO
Subito dopo la dimissione il paziente trapiantato effettuerà il prelievo del sangue settimanalmente presso l’ospedale o il centro analisi a lui più vicino.
Per i primi tempi si dovrà recare frequentemente al Centro Trapianti per i controlli, che poi proseguiranno a scadenze sempre più lunghe sino a diventare, in assenza di complicanze, 1 o 2 l’anno.
Si ricorda che per il prelievo del sangue è necessario non solo il digiuno da cibi e/o bevande, ma anche dai farmaci, che verranno assunti subito dopo. Gli intervalli di tempo tra un controllo ed il successivo verranno valutati di volta in volta in base alla singola situazione.

OCULISTA
Il paziente trapiantato dovrebbe sottoporsi ad una visita oculistica con cadenza annuale, per il monitoraggio sia di eventuali complicanze preesistenti secondarie al diabete (retinopatia), sia di complicanze secondarie all’assunzione della terapia steroidea (glaucoma e/o cataratta), sia per i possibili danni da ipertensione arteriosa secondari sempre alla terapia immunosoppressiva.

GINECOLOGO
Le pazienti trapiantate dovranno sottoporsi annualmente a visita ginecologica e Pap test.
Una mammografia di base verrà eseguita all’età di 35 anni, mentre l’autopalpazione del seno dovrà essere effettuata ogni mese.
La mammografia e/o l’ecografia mammaria dovranno essere eseguite con cadenza annuale.

DENTISTA
Prima di effettuare un intervento odontoiatrico (ivi inclusa la pulizia dei denti) i pazienti trapiantati dovranno sottoporsi a terapia antibiotica per prevenire le infezioni.
Nella nostra bocca ci sono numerosi microrganismi che possono entrare in circolo attraverso piccoli tagli fatti durante la pulizia dei denti o piccoli interventi chirurgici dentari. La terapia antibiotica prescritta può essere variabile a seconda che il paziente manifesti intolleranza o resistenza.

VACCINAZIONI
La vaccinazione rappresenta uno degli interventi più efficaci e sicuri a disposizione della sanità pubblica per la prevenzione primaria delle malattie infettive.
I pazienti affetti da diabete mellito e da insufficienza renale cronica sono già considerati “a rischio” per patologie infettive e per tale ragione il Ministero della Salute raccomanda di effettuare le seguenti vaccinazioni qualora mai eseguite:
• Anti- morbillo, parotite, rosolia
• Anti- varicella
• Anti-meningococco(A-B-C-W135-Y)
• Anti-pneumococco
• Anti herpes zoster

Il Ministero della Salute raccomanda inoltre di effettuare le seguenti vaccinazioni nei soggetti in attesa di trapianto d’organo:
• Anti-Haemophilus influenzae tipo b
• Anti-herpes zoster

I soggetti portatori di trapianto d’organo solido possono essere sottoposti a vaccinazioni che prevedano l’utilizzo di vaccini uccisi (non vivi attenuati). Il ricorso alla vaccinazione è sempre indicato sebbene, la condizione di immunosoppressione cronica, non garantisca al 100% l’efficacia del vaccino. Si raccomanda comunque di effettuare eventuali vaccinazioni a distanza di 1 anno dal momento del trapianto.
Il Ministero della Salute indica come categoria a rischio il soggetto trapiantato d’organo solido e quindi raccomanda l’esecuzione delle seguenti vaccinazioni qualora mai eseguite prima
• Anti-meningococco (A-B-C-W135-Y)
• Anti-pneumococco

Per quanto riguarda la vaccinazione anti influenzale, essa è raccomandata per le categorie di soggetti indicate annualmente dalla Circolare emanata dal Ministero della salute ed, allo stato attuale, non comprende i pazienti portatori di trapianto d’organo solido. Ciò non toglie che non esistano controindicazioni assolute alla sua esecuzione.



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