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XVII San Raffaele - Transplant Meeting

E’ seguito un aggiornamento (Dott. Grignaschi) sulla sperimentazione animale, normata dalla direttiva europea del 2020, recepita in Italia con il decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 26. In Italia, rispetto agli altri paesi europei, l’impiego di animali risulta inferiore, con un calo % osservatosi nel corso degli anni soprattutto nel campo della ricerca di base, grazie alle possibili alternative (da ricercare sempre secondo il principio delle 3R ‘‘replacement-reduction-refinement’’) che spaziano dalle colture cellulari agli organoidi.
La sessione di bioetica e’ stata conclusa dal Prof. Reichlin, che ha cercato di rispondere alla domanda ‘‘la vita umana ha un prezzo?’’ con una brillante ed interessante presentazione delle argomentazioni a favore e contro la possibilita’ di donare o ricevere trapianti di rene a pagamento, ipotesi naturalmente solo teorica e speculativa.
La seconda parte del congresso e’ stata invece dedicata alla malattia policistica, e nello specifico al rene policistico. La Dott.ssa Sciarrone, responsabile dell’Ambulatorio Rene Policistico del nostro Ospedale, ha esposto le caratteristiche genetiche e cliniche della malattia e presentato le armi terapeutiche, in primis il tolvaptan, che stanno cambiando lo scenario passivo/fatalistico che in passato ha classicamente caratterizzato la malattia. La ricerca, tramite la conoscenza dei meccanismi patogenetici, sta cercando di contribuire alla messa a punto di terapie specifiche, in grado potenzialmente di rallentare o inibire la cistogenesi. Particolarmente promettenti gli studi presentati dalla Dott.ssa Cassina sull’alterato metabolismo energetico delle cellule mutate nel gene della policistina 1 e sull’analogo del glucosio, 2-desossiglucosio, in grado di inibire la via glicolitica.
Il Prof. Vistoli ha quindi ricapitolato le indicazioni chirurgiche a nefrectomia o embolizzazione arteriosa delle cisti, le tempistiche rispetto al tempo di trapianto e le tecniche (open, laparoscopia o chirurgia robotica, presentando l’esperienza dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana).
In conclusione, Luisa Sternfeld, presidente dell’AIRP-Associazione Italiana Rene Policistico, ha ricordato il fondamentale contributo dell’associazione nell’informare, sostenere i pazienti e le loro famiglie, e nel supportare la ricerca scientifica.

I lavori pomeridiani sono stati aperti dal Prof. Burioni, che ha presentato un aggiornamento sui vaccini anti-Covid ad oggi disponibili e sulla protezione vaccinale raggiunta ad oggi in Italia.
A seguire il Prof. Grossi ha analizzato l’impatto dell’infezione da Sars-Cov2 sull’attivita’ di trapianto, il cui andamento e’ stato ondulante e condizionato anche dalle capacita’ organizzative dei singoli Centri in corso di emergenza. La mortalita’, nella popolazione trapiantata, e’ risultata maggiore rispetto alla popolazione generale (27 vs 14%). L’infezione ha inoltre sollevato la problematica della gestione della terapia immunosoppressiva, non supportata al momento da raccomandazioni basate sull’evidenza. Incoraggiante sembra essere l’utilizzo precoce degli anticorpi monoclonali.
Per quanto riguarda il vaccino, come atteso, una proporzione significativa di pazienti rimane esposta al rischio (una risposta anticorpale e’ stata osservata all’incirca nel 54% dei casi), per cui sono fondamentali l’aderenza alle misure di igiene e la somministrazione della terza dose di vaccino.

Si e’ quindi affrontata la tematica dell’obesita’, dal punto di vista sia medico sia chirurgico. La Prof.ssa Conte ha ricordato la significativa prevalenza dell’obesita’ nella popolazione italiana, pari all’11%, ed affrontato i possibili interventi nutrizionali (l’approccio migliore e’ quello che il paziente puo’ mantenere a lungo termine), il ruolo fondamentale del supporto psicologico-comportamentale e le possibilita’ terapeutiche per i pazienti con BMI ≥30 o BMI ≥27 con comorbidita’ tipiche, quali orlistat, liraglutide, naltrexone/bupropione. Nuovi promettenti farmaci, ancora in fase di studio, hanno mostrato un effetto significativo sulla riduzione della massa grassa e dovrebbero a breve essere resi disponibili.
Nei pazienti con obesita’ severa e/o associato inadeguato controllo del diabete di tipo II si rende necessaria la chirurgia metabolica, che ha ricevuto un notevole impulso dagli anni 2000, quando si e’ imposta la laparoscopia. Il Dott. Socci ha ricordato gli interventi caposaldo, ovvero la sleeve gastrectomy, il by-pass e il mini-bypass. Presso il nostro Centro alcuni pazienti sono stati con successo sottoposti a intervento di chirurgia bariatrica sia nel pre- sia nel post-trapianto.
I lavori si sono conclusi con una sessione dedicata alla terapia immunoppressiva e agli algoritmi terapeutici. La Dott.ssa Capone ha affrontato la delicata tematica della sindrome emolitico-uremica atipica, un tempo controindicazione a trapianto, la cui storia e’ stata radicalmente cambiata a seguito dell’introduzione del farmaco eculizumab nel 2009. La prevenzione delle recidive e’ possibile grazie alla caratterizzazione genetica dei pazienti, alla somministrazione del farmaco al trapianto e la successiva terapia di mantenimento vs un accurato monitoraggio clinico/laboratoristico.
Infine, la Dott.ssa Caldara, ha ripercorso gli sviluppi farmacologici nel campo della terapia immunosoppressiva, i protocolli di induzione, mantenimento, desensibilizzazione per pazienti iperimmuni e AB0 incompatibili, apportando l’esperienza e i protocolli messi a punto nel nostro Centro.
IL congresso si e’ concluso con i saluti ed i ringraziamenti del prof. Antonio Secchi e del Dott. Carlo Socci, ed un arrivederci all’anno prossimo.

Dottoressa Marta Lepore, Nefrologa, Unita’ di Medicina Interna e dei Trapianti, Ospedale San Raffaele

Progetto dell'unità di Medicina dei Trapianti

Ospedale San Raffaele
Il progetto, iniziato nel 2013, raggiunta nel 2018 la certificazione da parte dell’Istituto Superiore di Sanità come Facility autorizzata agli studi di Fase 1, si estende e si allarga nel 2019.

La Mission della medicina dei trapianti, sostenuta dall’Associazione Amici di Martina, da UTE La Filanda e da una serie di aziende “amiche” è la cura definitiva di insufficienza renale e diabete insulino-dipendente, attraverso la soluzione del trapianto: trapianto di rene, trapianto di pancreas, trapianto di isole.

Se l’obiettivo clinico dell’Unità è poter proporre queste procedure al maggior numero possibile di pazienti, l’obiettivo dell’attività di ricerca è quello di migliorare al massimo il rapporto rischio/benefici di questi trapianti, attraverso il miglioramento dei risultati clinici e la riduzione degli effetti collaterali che procedure complesse come queste possono comportare.
Più linee di ricerca sono finalizzate a questo scopo approfondisci >>.

IL MOTTO RIMANE: non c’è cura senza ricerca.


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Quando nacque il Sito OSR Trapianti il primo intento fu quello di rendere pubblica la nostra attività clinica e di ricerca relativa al trapianto di rene, spinti, in primis, dai nostri pazienti che si erano rivolti a noi per questa procedura terapeutica. Abbiamo di recente deciso di allargare le informazioni del sito e la richiesta di supporto ai nostri pazienti ad aree che già in precedenza ci caratterizzavano.

È la nostra storia passata a renderci in qualche modo diversi da altre realtà italiane e straniere.

L’attività di trapianto al San Raffaele nasce dalla collaborazione di due luminari: un internista, il Prof Guido Pozza, e un chirurgo, il Prof Valerio Di Carlo, negli anni 70.

A quell’epoca l’idea fu di trattare una patologia internistica, il diabete e le sue complicanze, con approcci chirurgici, il trapianto di pancreas ed il trapianto di rene e pancreas.

Nel 1981 iniziamo una fruttuosa collaborazione, durata 15 anni, con il primo centro europeo impegnato nel trapianto di pancreas a favore dei pazienti diabetici: l’Hôpital Édouard Herriot di Lione, guidato da Jules Traeger e da Max Dubernard.

Nel 1985 il primo trapianto di pancreas al San Raffaele, uno dei primi in Italia.

Sempre per trattare il diabete e sempre grazie alla collaborazione tra internisti e chirurghi, in primis il Prof Camillo Ricordi, nel 1989 eseguiamo il primo trapianto di isole del Langerhans, uno dei primi al mondo.

Le competenze nefrologiche si arricchiscono in seguito con l’apertura della Divisione di Nefrologia diretta dal Prof. Giuseppe Bianchi, con l’offerta del trapianto di rene a pazienti con insufficienza renale dovuta non solo al diabete, ma anche a tutte le altre patologie renali.

Nel nostro DNA ci sono quindi il Trapianto come cura definitiva dell’insufficienza d’organo cronica, la Medicina Interna, come visione e presa in carico del paziente nella sua complessità, e la Ricerca, condizione indispensabile per il miglioramento delle cure a favore dei pazienti.



trapianto di rene tra viventi


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